mercoledì 30 gennaio 2013

Film fantabrutti - Krull

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Considerato che ho l'interwebs fuori uso (ne approfitto anche per scusarmi della mia colpevole assenza dalla nostra pagina facebuchèr), la sera mi trovo nella spiacevole situazione di non avere un'assoluta mazza da fare.  Posso uscire, certo, ma visto che di secondo nome faccio Insonnia, al mio ritorno a casa ho ancora quelle centordici ore di veglia da occupare in qualche modo. Ieri notte stavo per entrare in modalità bruco amorfo sotto le coperte per guardarmi serie tv americane in replica, quando adocchio fra i file del pc un video chiamato Krull. Non mi ricordo neanche di averlo scaricato né di cosa tratti. Il mistero si infittisce e la mia curiosità si esalta.
Dopo una sommaria ricerca sul cellulare, scopro si tratti di una sorta di pastiche che unisce il fantasy alla fantascienza avventurosa di Guerre Stellari, con il suo carico di armi laser e armature in plastacciaio.
Pare interessante, no? Be', no. Però ormai me lo sono visto e non capisco perché debba soffrire soltanto io, scusate.


Il film già mostra la sua assoluta originalità con una sequenza identica all'apertura del quarto capitolo di Guerre Stellari, con la differenza che qui lo Star Destroyer è fatto di squisita pietra pomice.


La nave anti-calli, priva poi di qualsivoglia sistema propulsivo, si posa sul suolo brullo del pianeta Skrull, fingendosi una montagna passata di là per caso. La stop-motion utilizzata per l'atterraggio dell'accrocchio alieno è talmente imbarazzante da ricordarmi quei libri animati con i diorama di cartone.

Una voce fuori campo, bella pienotta di enfasi, decide di illustrarci le premesse della storia. Che poi è una voce delle solite, sì, insomma, il classico vecchiodime' fintosaggio da film fantasy con la dizione strascicata e l'amore per i cantieri stradali.
E niente, nella pausa dal torneo di bocce ci rivela che la struttura volante contro gli inestetismi dei piedi è la Fortezza Nera, quartier generale della Bestia e dei suoi Massacratori (nome fantastico per un gruppo thrash metal, fra l'altro), gente che va in giro a cavallo con armature minacciose a soggiogare, bruciare, stuprare e sopraffare, come da contratto collettivo dei conquistatori di mondi senza istruzione secondaria.

Col ghiaccio secco in questo film si sarebbero potuti coprire vent'anni di concerti dei Rolling Stones. Coprire letteralmente.
Ma a quanto pare una profezia rassicura che una principessa di Krull diventerà regina, si sposerà con un futuro re e il loro figlio sarà padrone della galassia. Bella forza, sono bravo anche io a fare profezie del genere, vecchiodime'.
Sembra un po' come quando chiami i cartomanti e ti dicono «Tu... io sente ghe g'hai brobbleme, tu stai soffrende!». Ma davvero? Sai proprio leggere nelle persone, eh; uno così disperato da chiedere consiglio ai tarocchi di un analfabeta crotonese, proprio bene non deve stare.

La scena successiva si concentra sulla principessa al centro della virgolette-profezia-virgolette. Ella PREGA il regale padre di organizzare un matrimonio combinato con Colwyin, primogenito del re Turold contro cui il regno ha combattuto per secoli, in modo da cementare un'alleanza che possa respingere i Massacratori. Sarebbe la figlia perfetta per la borghesia indiana tradizionalista, nulla da eccepire.
«Ma figlia mia, siamo un Paese progredito, possiamo arrivare a un accordo senza che conceda la tua mano a chicchessia» tuona il Re con aria turbata.
«Padre mio, lo faccio per rinsaldare l'alleanza. E poi Colwyin è un grande guerriero!» afferma la principessa con aria da maniaca sessuale.

«Te l'ho mai detto, papà, che lo chiamavano Tubo di Stufa in collegio? E non certo per la sua temperatura corporea, ecco.»

Neanche il tempo per la fanciulla di sbavarsi sul vestito che Turold col pargolo al seguito raggiungono il castello. I due regnanti, con stile degno del loro lignaggio, iniziano a mandarsi vicendevolmente al ramengo, mentre Colwyin sale per salutare la sua futura sposa senza proprio tirarsela, guarda.

«Te l'ho mai detto che mi chiamavano Tubo di Stufa in collegio? E non per la necessità di costante manutenzione.»

I due passano un minuto buono a scambiarsi battute grottesche che dovrebbero sembrare brillanti e poi nulla, limonano duro.
I re, ormai arrivati reciprocamente a Zozzo nel dizionario degli improperi, abbozzano un sorriso e si accordano per il matrimonio. Per altro sarà la sera stessa, probabilmente con un prete a ore di Las Vegas.
Sarebbe il finale perfetto, dopo dieci minuti secchi di film: i due si sposano, figliano e la prole diverrà eccetera eccetera, come da profezia.

E invece figurati, e invece giammai, ché ci sono ancora 110 minuti di effetti speciali orripilanti da mostrare al pubblico: i Massacratori sfondano il portone del castello con le loro lance laser (!!!) e costringono le guardie, il principe e i re a una strenua difesa nel salone principale. E per "strenua difesa" intendo "agitare con poca convinzione delle spade di latta".

La principessa tenta la fuga, e c'è da chiedersi perché ci provi soltanto. Voglio dire, è una donna di famiglia reale; farsi rapire è una delle sue mansioni principali insieme a essere infelice e morire tragicamente da giovane in un incidente stradale. E infatti, come da tradizione, le danno due schiaffi, la caricano in spalla e se la portano via mentre urla «Colwyin, amore della mia vita anche se ti conosco da due ore, aiutami!».
Al principe piacerebbe pure, ma lo fulminano all'istante e parrebbe morto. Anche qui, per un breve istante, speravo che fosse un cortometraggio in cui vinceva il Male. Voglio dire, perché no? Questi Massacratori hanno massacrato, la Bestia è contenta e io posso tornare a guardare le repliche di Breaking Bad in tv.
E invece colca', e invece puppa, ché Obi Wan Gandalf Ynyr il Vecchio (dimme') è sceso dalle montagne per salvarlo con una miracolosa pomata.

«No, giovane, non voglio sapere niente del tuo collegio e per favore smettila di puntarmi addosso quell'arnese»
E la cosa terribile è che parlano un sacco, costringendomi a fare un riassunto parafrasato ma piuttosto corretto del dialogo fra i due:
«Figliolo, ora sei re, tuo padre e il padre della principessa sono morti come degli stronzi. Quella ninfomane di Lyssa è alla Fortezza Nera; probabilmente la Bestia se la vuole zifonellare e, detto tra noi, lei ci starebbe pure. Ora andiamo a cercare il Glave, una frisbee leggendario con cinque lame tanto letale quanto poco pratico, e poi mettiamo su una compagnia di eroi diversamente abili per sconfiggere un intero esercito alieno dotato di tecnologie laser. Che te ne pare?»
«Preferirei morire qua in silenzio, francamente.»
«Sei una checca bambocciona.»
«Il tuo realismo brusco e ineducato mi ha fatto insospettabilmente cambiare idea. Ora farò finta che non sia stato il giorno più scioccante della mia vita e partiamo per questo viaggio, ok?»
«Ok.»

La coppia prima se ne va in giro per quel che sembra un secolo attraverso le montagne e poi Colwyin, per recuperare il Glave da una caverna, ne scala una per una manciata di millenni, col mio cervello che cerca di fuggire in 500 dalla scatola cranica per nascondersi in Portogallo.

Il fantomatico artefatto è protetto da un fiume di Gatorade rosso che nelle intenzioni dello scenografo dovrebbe assomigliare a lava. Colwyin, al grido di "che ci importa delle norme di sicurezza sul posto di lavoro", ficca il braccio nudo nella bevanda energetica infiammabile e afferra festoso l'arma sacra. Evviva evviva.

Ora sì che li batti tutti, con quella stella di mare laccata d'oro.

Spuntato il Glave dalla lista delle cose da fare, ora è il turno della compagnia di eroi improbabili.
Il primo, Ergo, si presenta al duo ubriaco e tramutato in fischione di capodanno (giuro), finendo come un pirla in un laghetto. È un mago, dice, ed è tanto potente quanto pericolosissimo.

Credici.
Per dimostrarlo, si trasforma in papera, si caga nei calzoni appena sente due rumorini nella foresta e decide di seguire il gruppo per, a suo dire, sentirsi più protetto. Come possa considerarsi sicuro con un vecchio trombone e un tipo che vuole assaltare all'arma bianca una Fortezza volante piena di cavalieri neri, è un mistero tuttora insoluto.

Successivamente, invece di raccogliere qualche migliaio di contadini e dar loro un'arma com'è nei diritti di un re, Colwyin decide di fidarsi di una decina di briganti fuggiti dalla galera, per giunta arruolandoli mentre tentavano di derubarlo.
Come fare del resto a resistere al fascino dei tagliagole quando hanno uno stile urban eccezionale come quello di Torquil e la sua banda di mentecatti?

I'm sexy and I know it.

Il problema successivo è trovare la Fortezza Nera, visto che ha il brutto vizio di spostarsi ogni alba in giro per Krull, senza neanche fare uno squillo per avvertire.
Ynyr perciò consiglia di mettersi in contatto con il chiaroveggente Emerald, l'unico abbastanza potente da spiare nei misteriosi piani della Bestia.
Come da tradizione è cieco, perché l'idea di un tipo capace di vedere senza occhi non sembrava già sufficientemente abusata.
A sua difesa, va detto che si tratti di un tipo davvero coerente col suo nome. Si veste color smeraldo, ha la casa piena di smeraldi, legge il futuro negli smeraldi e vuole essere accompagnato al Tempio di Smeraldo per trovare l'ubicazione del quartier generale nemico.
A questo punto è davvero una fortuna che i suoi genitori non l'abbiano chiamato Culo, considerato poi che si fa accompagnare da un ragazzino di otto anni e la gente mormorerebbe.

L'inquietante somiglianza con Leonardo Da Vinci non lo salva sicuramente da certe voci, poi.

Nella strada per il Tempio di Smeraldo, il gruppo viene assaltato dai Massacratori. Botte brutte seguono. Tante botte brutte.
Si aggrega in questo divertente passatempo anche un ciclope, Rell, che ha avuto storie spiacevoli con la Bestia e, visto quello che sta ancora combinando, non ha nessuna voglia di chiudere un occhio.
Eh, sì, ho fatto la battuta. C'è un ciclope. Ha un occhio. Non è colpa mia, davvero, è la legge del cabaret italiano, andava per forza scritta.

Questo Oscar Wilde monocolo ha la sfiga di sapere in anticipo quando morirà. Ovviamente presto.

Presente Emerald? Ecco, muore in maniera ridicola senza svolgere il suo compito, costringendo il gruppo a tentare il piano B: parlare con la Vedova della Ragnatela, una creatura che Ynyr considera pericolosissima. "Perché?", vi chiederete. Perché è un assassina, l'incarnazione stessa della Morte? Perché è protetta da un ragno gigantesco in un'enorme ragnatela? No.
Semplicemente è la sua ex che ha mollato da giovane con la scusa che aveva da fare cose e vedere persone, nonostante fosse incinta. Lei non l'ha presa molto bene.

Ed è invecchiata anche peggio.

Nonostante la faccenda non sembri per niente rosea, Ynyr riesce a estorcerle l'informazione che cercava con una supercazzola da far impallidire John Belushi con Carrie Fisher nei Blues Brothers. Peccato che tiri il calzino dopo aver reso noto ai suoi compagni di viaggio il luogo dove si cela il pietrone pomice; stava quasi per sembrare un personaggio decente.

Il deserto su cui è atterrata la Fortezza Nera è a mille leghe di distanza, per giunta da coprire entro ventiquattro ore. Come fare? Facile, con le Firemares, le "cavalle di fuoco". Praticamente degli equini con la marmitta truccata che fanno il verso alle aquile del Signore degli Anelli, soltanto con gli zoccoli e il nome da porno messicano.
Interessante poi che ci siano primi piani di alcuni pupparuoli decisamente poco indicati su una giumenta, ma magari sono di una razza transgender, vai a sapere tu.

Le fiamme che vedete vicino alla cornice della foto sono il prodotto dell'attrito fra zoccoli e terreno. Il tizio così stupido da stare in piedi su una creatura che va a millemila chilometri orari penso sia banalmente il prodotto di un incesto.

Dopo il viaggio a forza di impennate e musichette epiche, il gruppo raggiunge la Fortezza, la cui composizione da vicino ricorda più il polistirolo della pomice o qualche altro nobile sasso.

Da questo momento della pellicola non succede niente degno di nota. I personaggi penetrano nella base nemica, iniziano a morire come mosche (Rell sacrificandosi e i banditi cadendo in trappole che avrebbe evitato anche quell'orbo di Emerald) e Colwyin libera la principessa.
Finalmente appare la Bestia, un pupazzo di lattice verde sempre in penombra per non ridicolizzare troppo il costumista, e l'eroe può finalmente usare il Glave.
E cosa fa quest'arma leggendaria? Niente. Si ficca nel costato della Bestia che fa spallucce e continua a sparare onde energetiche dalla bocca.
Tutto sembra perduto, quando Lyssa se ne esce con «Colwyin, non era il Glave a darti il potere, eri tu a dare il potere al Glave! Usa la tua forza!». Praticamente è la scena di Balle Spaziali fra Stella Solitaria e Yogurt, soltanto che non fa ridere.
L'eroe, rassicurato dall'amore e comprensione della principessa, inizia a usare le mani come un lanciafiamme. Sì, davvero. Dal niente e senza alcuna spiegazione plausibile se non un vago richiamo alla forza dell'amore, Colwyin diventa la Torcia Umana.













La Bestia viene abbrustolita, i sopravvissuti riescono a scappare dalla Morte Nera Fortezza Nera prima che esploda e il re e la regina possono finalmente copulare per il resto della loro vita. Fine.

La cosa fantastica di questa pellicola è che, nonostante sia uno schifo sotto praticamente ogni punto di vista, è costata ben oltre la media del tempo, nonostante gli effetti speciali siano piuttosto brutti e gli attori tutt'altro che dei fenomeni. Probabilmente gran parte del budget è stato speso per mettere i peni finti alle cavalle, chissà.


Se avete altri film brutti che volete che io veda in modo che voi non siate costretti a farlo voi, scrivetemelo pure nei commenti o, se vi vergognate, come messaggio personale. Sarò contento di autoflaggellarmi per voi, miei cari.

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6 Response to Film fantabrutti - Krull

ziomele
2 febbraio 2013 14:18

La scena di balle spaziali mi ha fatto capovolgere dalle risate! Consiglio di vedere Killers clowns from outer space. Il nome dice già tutto.

Liuk Turgatto
2 luglio 2013 17:25

Hahaha no non puoi distruggere così il principale mito della mia infanzia!!! Nei miei ricordi fumosi il Glaive era la quintessenza del mito, l'apoteosi del potere; rivaleggiava con Excalibur.
Oggettivamente, col senno di poi, era un arnese inutile e pacchiano uscito da una pozzanghera di Gatorade.
Certo dovevo essere MOLTO piccolo per ricordarmelo come film spettacolare e ammantato di fascino. Mi fa piacere che un animo coraggioso l'abbia sottratto dagli abissi della memoria, ma forse dopotutto era il caso di lasciarcelo là!!!

PS mica hai visto I BANDITI DEL TEMPO? Con Sean Connery? Altro mito dell'infanzia, altra cosa tragicomica che col solito senno di poi Torrent avrebbe fatto bene a lasciare ammantata nel nebbioso vago ricordo.

Lokeebot
2 luglio 2013 18:08

Io mi ricordo che da piccolo avevo la fissa per Howard The Duck. Cioè, l'adoravo. Me lo sparavo ottocento volte il mese.
Poi sono cresciuto e ho recuperato il film. Certe scene di zoofilia nemmeno troppo sottile mi hanno distrutto dentro :(.

(Certo che ho visto i Banditi del Tempo. Anch'io me lo sono goduto da pischello. E sì, avrei fatto meglio a non pensarci, ora. BABBA BIA)

Liuk Turgatto
2 luglio 2013 20:28

OK ora mi applico e penso a qualcosa di veramente indecente.
Torno quando ho la barra piena per una super di livello 3.

Liuk Turgatto
3 luglio 2013 16:04

Ecco qui, non è proprio una super da livello 3 ma dovrebbe comunque fare i suoi danni. THE BARBARIANS. quasi quasi me lo riguardo (bleah).
Certo che PEGGIO di howard the duck è veramente difficile. Era vergognoso in quasi tutti i punti di vista!

Lokeebot
3 luglio 2013 16:09

ZOMG! Lo devo assolutamente vedere. Se è brutto come auspico, potrei proprio recensirlo :D

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