venerdì 19 luglio 2013

Che belli i cartoni di una volta! (Ma anche no)

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Big Cat ci ha un'amica che in quanto a sarcasmo e capacità di farsi beffe di cartoni del passato, soprattutto se considerati vere e proprie intoccabili icone, è vagamente paragonabile a lui… no, via, è abbastanza brava… basta: questa donna fa sbellicare, ed è per questo che promettendole una visibilità spropositata e la promessa di Guadagnare Denaro Da Casa («John Surname, Ontario, il mese scorso ha incassato 19800$ lavorando otto minuti al giorno, ci sono le foto degli assegni! Non ci si capisce niente! Subscribe NOW!») sono andato nel suo blog e ho fatto una fotocopia di un suo articolo.
Signori e signore, Donna Eliza!



Ultimamente va di moda Jeeg Robot, a casa mia. "Ultimamente" vuol dire da ieri, perché l'altroieri invece era il Momento Goldrake. È colpa del Fidanzato, ovviamente.
Ci sono molte cose strane che le persone si mettono a fare quando arriva l'estate. Mettersi a dieta o andare in palestra sono le più comuni, ma anche sperimentare un tracollo della libido, in eccesso o in difetto, è piuttosto frequente.
A casa mia l'estate è la stagione delle retrospettive di serie animate giapponesi degli anni Settanta e Ottanta, ovverosia di tutti quei cartoni animati che erano il pane quotidiano della mia generazione e che invece i pargoli di adesso non sanno nemmeno dove stanno di casa; tutt'al più ti sapranno fischiettare la sigla di Lupin perché ne hanno fatto una suoneria per cellulare.

Darsi alla televisione d'essai (ma che vuol dire "essai"?) in questo senso è una pratica potenzialmente pericolosa. Di regola scoprirai che i cartoni animati che tanto ti affascinavano quand'eri piccolo sono disegnati malissimo e hanno delle trame orripilanti.
Avete mai rivisto L'Uomo Tigre? L'Uomo Tigre è disegnato di merda, ma proprio di merda, almeno la prima serie: ci sono delle sproporzioni terrificanti, lo stesso Uomo Tigre esso medesimo varia in altezza dal metro e settanta ai due metri e trentacinque, a seconda che si trovi sul ring o meno.
L'unico pregio che aveva, a posteriori, è che vi scorrevano litri di sangue, pregio questo condiviso da altri cartoni animati dell'epoca e che i pargoletti di adesso, rincoglioniti da Yu-Gi-Oh!, possono solo sognarsi.
Cioè, nei cartoni; per il resto possono trovare tutto il sangue di cui abbisognano per un corretto sviluppo nei film, nei telefilm e financo nelle reclàme.


Ancora peggio è vedere, con anni di ritardo, un cartone che ti eri perso quand'eri piccolino: a me è capitato con Bem. Chi si ricorda Bem il Mostro Umano? Tutti dicevano che faceva paura paura tanta paura, ma a me non capitava mai d'incrociarlo. Alla fine me lo son visto l'anno scorso, e vi lascio immaginare la delusione: c'è questa famiglia di mostri che però sono buoni e combattono gli altri mostri perché inspiegabilmente hanno simpatia per gli umani. Di giorno girano in borghese, ma quando la situazione lo richiede prendono le loro vere sembianze e giù botte. Allora: intanto girano in borghese nel senso che hanno tre dita per mano (tutti), la pelle verde (di varie tonalità, dal biancastro al marronastro) e vari gadget fisici personalizzati, come orecchie a punta e denti da vampiro. E nessuno si accorge di niente, ovvio.
Passi che sono vestiti uno da Pinocchio, uno da mafioso e una da odalisca vampirica, ma… ok, non polemizziamo. Lo svolgimento delle puntate era classico: il gruppetto arriva girovagando in un posto X, dove invariabilmente scoprono che un mostro/fantasma/entità sta facendo strage della popolazione; il mocciosetto Bero parte alla riscossa, di solito senza consultare gli altri due, ma raccatta una manica di bastonate; quando sembra tutto perduto ecco che arriva la signora Bera, anch'essa alla riscossa e pronta per risolvere la situazione. E infatti raccatta anche lei una manica di bastonate. Quando tutti e due sono legati perbenino e appesi al soffitto a mo' di salamella pronti a far la fine del sorcio, ecco arrivare Bem nel suo completo da pifferaio di Cosa Nostra, che al contrario degli altri due le bastonate non le riceve ma le dà, infatti ci ha pure un bastone. A quel punto tutti e tre si trasformano (sostanzialmente gli spariscono i vestiti e gli si gonfia l'encefalo; e gli si slabbra un pochino la bocca, ma quello non si nota tanto) e fanno piazza pulita di tutto e di tutti. Applausi, bravi. Insomma, ti cadono un po' dei miti, il tuo roseo campionario di ricordi infantili prende tinte più fosche; se mai mi si presenterà l'occasione di rivedere Pollon mi rifiuterò: non mi rovineranno anche la figlia di Apollo.

Nella mia situazione personale c'è anche un'altra ragione per paventare queste maratone di anime d'epoca: il Fidanzato, al contrario di me, non riesce assolutamente ad essere oggettivo al riguardo. Per lui i cartoni sono sempre belli come la prima volta che li ha visti. L'anno scorso, per esempio, è stata la volta di Ken il Guerriero.
Io, lo ammetto, ero un po' su di giri quel pomeriggio; insomma ero allegrotta e ridanciana anche di mio. Ma Ken ci ha messo molto del suo. Quel cartone è ripieno di chicche come un cioccolatino lo è del suo… ehm, ripieno. Senza contare che di primo acchito Ken e compari mi hanno fatto l'impressione di un branco di checche che si odiano perché hanno litigato ai tempi del liceo per vicende legate al ballo studentesco di fine anno. O, in alternativa, sono tutti dei repressi omofobici in un mondo ostile e razzista e hanno deciso che se non possono scoparsi, tanto vale farsi fuori a vicenda.



Ma anche senza queste connotazioni gaye, è bastata una scena a farmi uscire dalla grazia di Dio: verso la fine della puntata, la vicenda si sposta dai tornei di schiaffi di Ken all'accampamento dove i suoi protetti profughi attendono il suo ritorno. Stacco su Bart, uno dei due regazzetti coprotagonisti del nostro eroe: egli accorre nella dorata luce del tramonto sventolando una lettera, ed esulta: «È arrivata una lettera di Ken!».
È arrivata una lettera di Ken.

Ken sa scrivere?
Ken scrive letterine a casa?
Dove le trova Ken, nel disastro postnucleare, la carta e le penne? In quindici anni di vicenda avrà rimediato sì e no una canottiera di ricambio!

Dove si mette a scriverle 'ste lettere, Ken, che appena varca una soglia trova diciotto culturisti marzialisti pronti a fargli la pelle, mentre all'esterno c'è solo il deserto ostile (e spesso popolato di bande di motociclisti culturisti marzialisti ostili) oppure la sconfinata notte nucleare?

Ma soprattutto: chi le consegna, le lettere di Ken? Esiste forse un postino postnucleare che si è preso la bega di girare in bicicletta per quella discarica di mondo per consegnare le lettere dei guerriglieri? E poi, come li trova 'sti guerriglieri nel vasto deserto postnucleare? E come ritrova i destinatari, che son tutti ridotti a far la vita dei nomadi né più né meno dei guerriglieri?

Il Fidanzato mi ha cacciato via, ferito nel profondo. Ma io ancora rido.



Le opinioni di Eliza potrebbero non necessariamente coincidere con quelle della redazione di Lokee. Ma chi vogliamo prendere in giro? Noi ADORIAMO Kenshiro e L'Uomo Tigre. Ci hai ferito profondamente e non compreremo più i tuoi splendidi Gritters né spulceremo la tua gallery. Stacce.

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4 Response to Che belli i cartoni di una volta! (Ma anche no)

Angelo
19 luglio 2013 17:29

Ma ma ma...Non ho parole. Coraggiosissima donna Eliza. Ma non sono affatto d'accordo su tutta la linea.


P.S.- Ken può tutto. ^^


Salasso

Laura Vieceli
22 luglio 2013 00:55

Ecco perchè scelgo di NON rivedere mai i cartoni che amavo. E' successo per sbaglio con l'Uomo Tigre e me l'ha rovinato per sempre (all'epoca mi sembrava stilisticamente insuperabile...ora mi chiedo se da bambina fossi miope ed in seguito sia stata miracolata.)
Ps. Le lettere di Ken le consegna il protagonista de "L'Uomo del Giorno Dopo" :)

Lokeebot
22 luglio 2013 01:42

Mamma mia, non farmi ripensare a quel film o temo non dormirò D:

Francesco
22 luglio 2013 11:07

Ma dai è semplicissimo, ricordiamo che è un cartone animato, e si sa nei cartoni tutto è possibile, non c'è mica bisogno della coerenza nei cartoni, anche perchè poi, uno la coerenza se vuole trovarla la trova, del tipo, non è che a ken, ogni puntata sia un giorno che passa, quindi può essere che ci siano dei corrieri che vanno in villaggio in villaggio, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, o possono usare i piccioni viaggiatori, e potrebbe essere che ken sapeva benissimo che la permanenza in quel villaggio sarebbe stata di diversi mesi, e quindi sapeva dove trovarli, non è difficile trovare la coerenza, io me lo sono rivisto a distanza di anni e mi è piaciuto lo stesso, e così via, mi sono rivisto un po' l'uomo tigre e comunque mi è piaciuto, certo sulle proporzioni ti do ragione, ma ripeto sono cartoni

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