lunedì 15 aprile 2013

Uno sfogo su quello che sta accadendo nel mondo del fumetto

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Ok, oggi sono molto incazzato e quindi terrò un tono molto meno ironico del solito, ma certe cose vanno dette: che diavolo sta accadendo nel mondo del fumetto? 
Il fumetto è passione, divertimento, storie, ma ormai si sta svuotando di tutti questi contenuti, diventando uno strumento vuoto, privo di spessore.
Non parlo delle graphic novel, ma proprio del mainstream, capace un tempo di avere coraggio e portare nell’intrattenimento popolare storie che potevano colpire per la loro lontananza dalle classiche tematiche supereroistiche: non è un caso se una delle saghe più belle di Lanterna Verde sia ambientata non nello spazio, ma sulla Terra, dove insieme a Freccia Verde si scontra contro un’America socialmente egoista, quella degli anni Ottanta, dove ad un certo punto gli viene chiesto perché difende gli uomini dalla pelle verde ma non quelli dalla pelle nera.

Freccia Verde sempre in quel periodo ha toccato il tema dell’eroina. Più avanti quello dell’Aids. Era un eroe politico, per giunta dichiaratamente di sinistra. E ora cosa abbiamo davanti ai nostri occhi? Un ricco figlio di papà che affronta supercriminali grazie alla sue op op frecce gadget ultratecnologiche
È a questo che si è ridotto il fumetto popolare? Ci vogliamo accontentare delle elucubrazioni filosofiche di Grant Morrison, grande autore per carità, che lasciano il lettore entusiasta ma alla fine non hanno raccontato nulla? 
Probabilmente stiamo assistendo a una nuova età dopo quella dell'oro, dell'argento, del bronzo e del ferro. Quella del vuoto a rendere.

Ursula K. Le Guin, grandissima autrice di fantascienza, spiegava un tempo che il linguaggio dei cosiddetti generi di intrattenimento di serie B era quello dell’inconscio. Può essere che il nostro inconscio sia ormai svuotato da anni di reality show e programmi spazzatura, da anni di cinema che non racconta niente, di libri vuoti, utili solo a passare qualche ora, o per meglio dire, a farcele perdere
Ultimamente quando leggo qualcosa, non riesco più a trovare le emozioni di un tempo, ad analizzare quello che ho davanti come se avesse un senso simbolico o di critica verso la società. Quello che vedo sono solo ventiquattro pagine vuote, riempite di qualche battuta e di un po’ di tette e culi, che del resto funzionano sempre


Hanno svuotato ogni cosa che abbiamo davanti: la storia d’amore di Starfire e Nightwing? Troppo complicata, lei non si ricorda niente perché è un’aliena e il suo cervello è fatto così. 

La morte di Jason Todd che ha segnato Batman per anni? No, facciamolo tornare, però in cambio, dato che dobbiamo comunque stupire il pubblico, ammazziamo un altro Robin. 
Svuotiamo Freccia Verde, riportiamo umano Swamp Thing cancellando il tema dell’identità di Alan Moore, eliminiamo la JSA che combatteva contro i nazisti, ché ormai son passati anni e non son più di moda, facciamo divorziare l’Uomo Ragno che deve essere GGGiovane, ma siccome il divorzio è brutto alteriamo la realtà direttamente, riportiamo in vita Barry Allen che, si sa, i sacrifici ormai hanno stufato. 

E così il pubblico si avvicina per l’effetto sorpresa, si stupisce per dei petardi lanciati qua e là, in fondo nient'altro che rumore, e comprano, almeno per un po'. 
Vendere, rimanere in attivo, è l'unica mission culturale, non importa se snatura storie editoriali decennali (e non parlo di continuity), non importa se crea dei reality show cartacei privi di qualsivoglia spessore; quello che serve è solo mettere sul mercato, digitale o meno, un prodotto che la gente crede di volere, un prodotto che fa incassare. 
Microcostumi per le donne, che si sa l’occhio vuole la sua parte, qualche gay o transessuale buttato lì per non farci dire che siamo cattivi, uomini tosti per esaltare il pubblico adolescente e storie che non fanno pensare.


E chi se ne frega se Alan Scott, un uomo degli anni Cinquanta, aveva un figlio gay, di cui non sapeva niente e che ha conosciuto solo anni dopo. Ma poi, chi se ne frega del loro rapporto, meglio rendere direttamente Alan Scott gay e addirittura fargli chiedere al suo compagno di sposarlo, tanto poi il compagno lo ammazziamo che non si sa mai – non è mica semplice gestire una famiglia omosessuale – e, già che ci siamo, infiliamoci suo padre che non ha mai accettato lo stile di vita del figlio (accidenti che novità)… 
Esemplificativo il trattamento rivolto a Simon Baz, la quinta Lanterna Verde della Terra, un personaggio arabo e per questo accusato di terrorismo. L'idea è vecchia come l'11 settembre (in Occidente, da altre parti direi anche di più), ma si sarebbe potuto rivelare un buon metodo per parlare di una cultura tanto interessante quanto sconosciuta ai più. Rischioso. Difficile. I focus group non apprezzano. Meglio non renderlo un musulmano praticante. Si sa, una Lanterna Verde che deve pregare verso la mecca o che non mangia maiale o che si fa crescere la barba e mette il caftano quando è a casa non ci va tanto giù. Certo non è un terrorista, ma probabilmente perché è laico, integrato, atipico.

E così, mi ripeto, ci dobbiamo accontentare di petardi che fanno solo rumore, per giunta di quelli tarocchi che rischiano di far saltare qualche dito. Un tempo leggevo comics perché erano esplosivi veri, fumetti per tutti con il potere di scardinare, con le loro storie, il sistema.



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1 Response to Uno sfogo su quello che sta accadendo nel mondo del fumetto

Lord Crios
16 aprile 2013 15:24

Hai perfettamente , non compro più fumetti anche per questo motivo. Ormai le storie sono ripetitive, i personaggi non rispettati, e ogni 2 o 3 fanno reboot o azzerano la continuity dei personaggi come se fosse acqua fresca.

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