giovedì 6 giugno 2013

Un'indagine socio-antropologica nel mondo dei Giocatori Schiappa - Parte Sesta

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Dopo gentile richiesta da parte di un paio di utenti affezionati (signor Mele, poi non dica in giro che non le voglio bene!), vi propongo la sesta puntata sui Giocatori Schiappa, i flagelli di ogni gioco di ruolo che si rispetti.
Oggi, per la precisione, parliamo di una categoria tanto rara quanto perniciosa: quella degli ex master, abbandonati dal proprio gruppo in favore di qualcuno che considerano migliore di loro.

Il Re Caduto



Caratteristiche macro e meso sociali

  • Soffre spesso della sindrome del chitarrista fallito. Questa perniciosa condizione psicologica prende il nome dalla reazione di alcuni chitarristi quando costretti dagli eventi a suonare il basso, spesso a causa di un interprete del loro strumento principale più bravo di loro nel gruppo. Chi soffre di questa sindrome tende a comportarsi in maniera antagonista, pignola ed essenzialmente antipatica con chi ha usurpato il suo ruolo e con chiunque abbia permesso un tale crimine di lesa maestà.
  • Mal digerisce la concorrenza in ambiti in cui si sente competente. Se ha il pallino per la cucina, non è il caso di invitarlo a cena. Partirà criticando la qualità degli ingredienti o la cottura, ma, se il resto della tavolata sembra comunque apprezzare, sarà capace di bere di nascosto una boccetta di smalto per unghie pur di simulare un intossicamento alimentare.
  • Il Re Caduto è una creatura fortemente territoriale che non apprezza chi minacci i propri spazi. Fallo sentire fuori luogo in casa sua e si metterà a pisciare in un vaso di begonie pur di marcare il territorio.


Dinamiche di azione nella fattispecie ruolistica

  • Siede al tavolo con tutto il necessario, tenendo però alla sua destra dei fogli in cui scriverà degli appunti durante tutta la sessione. Si tratta di vere e proprie schede di valutazione personali sul rendimento dei giocatori, che consegnerà a fine partita a tutti i presenti. Per il master la scheda non è prevista, ché a lui verrà consegnato direttamente un faldone di duecento pagine che spiega in dettaglio i motivi per cui dovrebbe andare a raccogliere muschi e licheni a mani nude in Siberia.
  • Nei momenti cruciali di una sessione, il Re Caduto incrocia le braccia e osserva con sguardo intenso i suoi compagni di gioco, senza proferire parola. Attende che tutti abbiano deciso un piano comune per poi affermare, con aria soave, che lui farà l'esatto opposto. Per far sembrare la sua scelta più di un semplice capriccio da amante sedotto e abbandonato, tenterà di spiegare il suo punto di vista sotto un profilo squisitamente interpretativo. Anche quando non ha alcun senso: «No, davvero, ho intenzione di lasciare il nostro ladro morire di dissenteria invece di curarlo. Sono un druido e la cacca, anche quando dalla dubbia consistenza, è nell'ordine naturale delle cose».
  • Alla spartizione del bottino, attenderà che ogni oggetto venga consegnato a un giocatore prima di montare un proiettore nella sala, giusto per mostrare una lunga presentazione in Power Point intitolata Non capite un cazzo - Discettazioni scientificamente comprovate sulla vostra dabbenaggine. Questo saggio estemporaneo serve a mostrare ai presenti come quel loot conquistato con sangue e sudore non debba esistere nella partita, essendo di un livello troppo alto / troppo basso / fuori dal lore / geograficamente e culturalmente fuori contesto / esteticamente sgradevole / etnicamente offensivo verso le minoranze. La presentazione finirà soltanto quando tutti avranno cancellato dalla scheda gli oggetti appena acquisiti per scambiarli con un "Cappello da Asino +1".
  • Durante i turni di combattimento, la sua maggiore preoccupazione sarà mostrare quanto i propri compagni e il master abbiano fatto scelte strategiche assolutamente inadeguate. Nel caso non lo siano, tenterà di mostrare come in una registrazione amatoriale del 1989 un Gygax ubriaco fradicio fosse contrario al concetto di "tiri per colpire".



Criticità relazionali in contesto di tavolo


  • Il Re Caduto vuole che la vostra campagna sia un fallimento assoluto; ciò mostrerà a tutti che il Trono del Master meriti un regnante migliore: lui medesimo. Farà tutto ciò che è in suo potere per sbugiardarvi, umiliarvi o boicottarvi, anche a costo di finire all'Inferno a fare pedicure a Hitler per l'eternità.
  • I giocatori, percependo due figure egualmente autoritarie nella partita, tenderanno a finire in un stato di assoluta confusione mentale ed emotiva. Nel caso che qualcuno abbia già avuto traumi familiari, basterà un bisticcio di troppo per trovarlo d'un tratto privo di memoria e nudo come un verme in mezzo a una strada statale.


Chiavi interpretative e prassi attuative per la risoluzione del conflitto

Siete voi il master, non lui. Per quanto possa insistere, per quanto sia in effetti bravo e competente, per quanto provi a infinocchiarvi, non avrà mai il vostro Regno. Ricordategli sempre, in ogni momento, chi siede sul trono. Per esempio facendoli giocare solo bardi con difetti di pronuncia.


Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta

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2 Response to Un'indagine socio-antropologica nel mondo dei Giocatori Schiappa - Parte Sesta

Jacopo Taddei
6 giugno 2013 18:06

Ne ho uno, porc.... E' proprio uguale spiaccicato. XD

Francesco Mele
6 giugno 2013 21:06

Hahahahahaha anche la dedica! Devo aver proprio scartavetrato per bene le palle a qualcuno per riceverla :D
Comunque questa è l'archetipo peggiore di giocatore che ti può capitare. Un pò come quella volta che il "Re caduto" del mio gruppo si è avventato contro il drago di turno per dimostrare quanto fosse spavaldo con il suo elfo equilibrista ambidestro metrosexual, per poi finire sotto forma di poltiglia fra le unghie del lucertolone.

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